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Tipico anello che serviva per legare gli animali.
Questo è il battente di una porta nella zona vecchia di Paduli.risale
al secondo secolo 101-102
quando i romani stavano a paduli.
Questo volto ormai scomparso doveva collocarsi nei pressi della porta
columbro.
Questa foto che risale circa al 1950 e ritrae il viale principale
di Paduli.
Questa foto che risale circa al 1950 e ritrae il palazzo
che oggi ospita il comune.
CENNI STORICI:
Il Palazzo Ducale di Paduli, attuale casa comunale, sorge sui ruderi di
un antico castello feudale risalente probabilmente al XII° secolo,
ricostruito per volere dell'ultimo duca di Paduli: Baldassare Coscia.
Questi, nel 1726, acquistò Paduli dalla famiglia Malaspina per
52.000 ducati e l'anno successivo fu nominato duca di Paduli da CarloVI°.
Il magnifico palazzo fatto edificare dal duca Coscia a sua dimora, conservò
alcune delle caratteristiche del preesistente castello feudale: la pianta
a base quadrata con le quattro torri di avvistamento ai vertici di questa;
le terrazze ben rinforzate su ogni lato del palazzo, protette da feritoie
e sorvegliate da sentinelle armate; le stalle e gli innumerevoli locali
collocati in basso, lungo il perimetro dell'edificio, per ospitare la
servitù ed i cavalli.
La costruzione di un castello feudale e la sua stessa posizione strategica
(sull'alto di una collina) testimoniano pertanto l'importanza che Paduli
ebbe nei secoli passati come punto di passaggio obbligato per i commerci,
che attraverso l'antica via consolare Egnatia, giungevano in Puglia e
per le varie imprese belliche.
Nel Medioevo (1122), Paduli, allora appartenente alla Contea di Ariano,
fu presa da Guglielmo il Normanno e fortificata al fine di costituire
una forte e stabile base per i conflitti contro le zone vicine: forse
proprio durante questo periodo fu edificato l'antico castello.
Anche re Ruggiero di Sicilia, più tardi, si servì di Paduli
come base per le operazioni militari contro Benevento e tutte le località
della valle del Tammaro. Volendo premiare la fedeltà e la devozione
mostratagli dai Padulesi, lo stesso re Ruggiero di Sicilia, collocò
Paduli sotto il suo diretto controllo.
Successivamente, il castello ospitò: Tancredi, FedericoII°,
Manfredi e nel 1440 re Renato d'Angio diretto verso la Puglia.
Il comune di Paduli acquistò dalla famiglia De Vivo il palazzo
ducale per adibirlo a casa comunale restaurandolo in seguito al terremoto
del 1962.
Felice Truglia.
PORTA COLUMBRO
CENNI STORICI:
Non si hanno precise notizie circa l'anno di costruzione
della Porta Columbro, né si conosce se prima di questa vi era una
struttura preesistente. Sicuramente appartiene insieme con Porta Apice
e Porta Nova (oggi demolita) a quel complesso di passaggi attraverso i
quali era possibile raggiungere il borgo e il castello ducale, oggi sede
comunale.
I Normanni, che nel 1113 occuparono e fortificarono i territori intorno
a Paduli per farne una basse d'appoggio nelle continue incursioni dei
beneventani, certamente si servirono di questo tipo di strutture, per
accedere all'interno del borgo fortificato.
Negli anni successivi Paduli e le altre località della Valle del
Tammaro furono sede di cruenti scontri tra il Duca Rainulfo e Re Ruggiero
di Sicilia. Quest'ultimo nel 1138 fortificò ulteriormente Paduli
e lo munì di forti presidii facendone il suo quartier generale.
E' probabile che proprio in questo periodo sia stata eretta la struttura
della Porta Columbro. Tutte le vicende storiche successive si concentrarono
attorno al castello poi palazzo ducale: nel 1440 Re Renato D'Angiò,
diretto verso la Puglia, pernottò a Paduli, accolto con fervore
dai padulesi.
Felice Truglia
La sottetta di Paduli è rimasta nella memoria di tutti.
SULLE TRACCE DI ANTICHI SILENZII PERDUTI
"A SUTTETTA"
Quell'antica costruzione, in passato conosciuta
e denominata dai Padulesi con il nome di "Suttetta", era cio
che restava, unitamente alla piazzetta antistante la chiesa abadiale (Piazza
Mercato), dell'antico Foro Traiano, risalente all'I° secolo d.c. tratto dal libro «Paduli sul Calore» C.E. Menna - Avellino
1991; Reno Bromuro.
Probabilmente in esso, che certamente doveva avere una maggiore
estensione rispetto alla piazzetta, erano presenti numerose colonne ed
elementi architettonico-decorativi di notevole pregio artistico. Successivamente,
con molta probabilità nel periodo medievale, in seguito a colonizzazioni
oppure terremoti, l'antico Foro Traiano subì modifiche e cambiamenti
strutturali: sicuramente fu ridisegnato e ridimensionato. In questo complesso
di variazioni si inseriva "A Suttetta": un antico portico coperto,
adibito alla mercatura di olio, grano, farina, cereali ed altri prodotti
locali. Essa era costituita, nella parte superiore, da embrici di terracotta
poggianti su travi e assi di legno, a loro volta sostenute da colonne
di vario ordine architettonico.
Fra queste, quella di sinistra rispetto alla facciata,
presenta scolpita sulla parte centrale due figure che si stringono la
mano, simboleggianti l'avvenuto contratto verbale circa lo scambio e l'acquisto
delle merci. Queste ultime venivano ben sistemate ed esposte dai mercanti
all'interno della "Suttetta", analogamente a quanto avviene
oggi nei bazar orientali: i cereali e le farine erano collocate sui lastroni
di pietra in terra e le merci più delicate su un ampio tavolo,
anch'esso interamente realizzato in pietra. Una volta concluso il contratto
con l'acquirente, il mercante provvedeva alla pesatura o alla misurazione
delle merci attraverso l'antico "Tummulano", una vasca rettangolare
in pietra di travertino della capacità di un "tummulo"
(circa 48Kg), provvista lateralmente di un foro per la fuoruscita delle
merci pesate.
tratto dal libro «Paduli sul Calore» C.E. Menna - Avellino
1991; Reno Bromuro.
La "Suttetta" e l'intera Piazza Mercato (Chiazza), cuore
del "paese vecchio" alla quale si giungeva dai vari vicoli attraverso
la strada principale (Via S.Pietro), era assai affolla soprattutto nei
giorni di mercato ed in occassione delle fiere. I forestieri e quelli
che abitava lontano dal centro abitato, per vendere le loro merci partivano
la sera precedente, a piedi o con qualche somaro, che poi lasciavano in
custodia nei pressi di Porta Columbro. Questo luogo offriva ai vari convenuti,
la possibilità di discutere e affrontare problemi di ordine sociale,
politico ed economico legati alla vita quotidiana del paese; era anche
l'occasione per poter ammirare qualche bella fanciulla. Durante la settimana
invece erano i più giovani, che riempievano questi luoghi per ritrovarsi
in allegria e spenzieratezza. Oggi la vecchia "Suttetta" è
stata abbattuta, al suo posto sorge un colosso di cemento armato, da anni
incompleto, e dal gusto al quanto discutibile, sul quale di tanto in tanto
(in vista di elezioni amministrative) vengono effettuati dei lavori di
completamento. Invece di recuperare alcuni pezzi di storia, così
come hanno fatto molti comuni a noi limitrofi, impiantando su questi una
vera e propria economia del turismo, abbiamo preferito raderli al suolo.
Nel suo libro, "Paduli sul Calore", Reno Bromuro scrive: "E'
stato raso al suolo tutto da una ruspa pirata, inviata non si sa da chi,
la quale ha mandato in pezzi nella polvere duemila anni di storia
"
.
Felice Truglia.
Questa foto anche se in pessimo stato ritrae Paduli da Monte
Coppola e dovrebbe risalire alla metà del 1900
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